IK3VIG, Giuseppe Campana

Ho scoperto il mondo dei radioamatori all’età di 12 anni, il papà di un mio amico era (ed è tutt’ora) radioamatore.

Mi ricordo quel pomeriggio d’estate che ero stato invitato a casa sua per una festa di compleanno,
alla quale ho partecipato molto poco in quanto ho passato il mio tempo ad osservare con grande curiosità il traliccio
posizionato in giardino e le antenne su di esso posizionate. Tutta la curiosità che avevo è stata subito “captata” dal
radioamatore di casa e dopo pochi minuti mi ha letteralmemte spalancato la porta di un mondo a me sconosciuto ma
dal quale non sono più uscito, un mondo che ha totalmente influenzato e condotto la mia vita.

Le radiocomunicazioni in tutte le loro modalità e la tecnologia ad esse collegate sono per me sempre state fonte di
studio sperimentazione e accrescimento personale, non solo fare QSO o DX ma sperimentare e trovare il modo più
efficace per farlo, esplorando molte delle tecnologie disponibili. In tutti questi anni dedicati al radiantismo, molto tempo
è stato dedicato anche a collezionare e restaurare apparecchiature radio che sono state protagoniste dei “tempi d’oro”
del radiantismo mondiale e che rappresentano per me un riferimento temporale del periodo in cui ho iniziato.

Come SWL 1372VE (autorizzazione dei primi anni 70) ho trascorso molti anni nell’ascolto di tutte le onde corte, imparando
moltissimo sulle varie forme di emissione ed alla ricerca del DX sia in frequenze amatoriali che in bande BC.

Negli anni 80 ho sostenuto l’esame di teoria, ottenendo la patente speciale di radioamatore ed il relativo nominativo: IW3GRS.
Dopo qualche anno di attività VHF, soprattutto svolta in SSB portatile con il mitico IC202 prima e con un FT290 dopo, ho sostenuto
l’esame di telegrafia per il conseguimento della patente ordinaria con la quale ho ricevuto il mio attuale nominativo: IK3VIG

Otto anni fa, leggendo un articolo su QEX, si è ripetuta la magia di quel pomeriggio di 40 anni fa: un mondo tutto nuovo
di spalancava di fronte ai miei occhi, un mondo in cui la radio come la conoscevo non sarebbe più stata la stessa di ieri.

Questo nuovo mondo si chiama Software Defined Radio, una nuova tecnologia in grado di stravolgere i più radicati
concetti radioamatoriali e capace di farmi ripartire da “zero” nello studio e nell’applicazione della nostra disciplina.

La SDR, per me, è la radio di oggi e la radio di domani.

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